28 Febbraio: Italia padronale

Italia Padronale - #ognimaledettogiorno“Siamo in guerra”, sempre e comunque. Altri dissidenti pentastellati messi alla porta. “Via i parassiti”. Ogniqualvolta succede qualcosa all’interno del Movimento della rappresentanza diretta dei cittadini, vince la ragione collettiva (presunta), quella suprema e inappellabile. Così la il reato di opinione diventa deviazionismo dall’ortodossia religiosa codificata dalla liturgia delle alte gerarchie. Il dissidente è una spia, viene messo alla gogna nella Pravda fatta blog e poi espulso.

La vicenda delle espulsioni dal Movimento 5 Stelle avrà delle ripercussioni nel destino della formazione politica pentastellata, ma apre riflessioni amare e condivisibili sulla natura del paese e dei suoi abitanti, gli italiani.

L’Italia è destinata ad essere fatalmente attratta dai partiti padronali, soprattutto nei momenti più intensi della sua storia. Dopo 20 anni di telecrazia berlusconiana in un’Italia a direzione padronale la “ribellione” ha prodotto “un partito ancora più padronale degli altri, dove il proprietario ha addirittura depositato il marchio alla camera di commercio e il partito gli serve anche […] per vendere pubblicità sul blog, sempre di sua proprietà.”  (Curzio Maltese su Repubblica 27 feb 2014)

Montanelli, uno che l’Italia l’ha vista crescere, diceva che il paese è “sempre disposto ad acclamare un tenore”. Non sarà forse arrivato il momento di cambiare idea?

Tullio Filippone  @TG_Filippone

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La squadra del Matteo I

Qualche considerazione sul Governo Renzi

#ognimaledettogiorno

La squadra di Matteo I #ognimaledettogiorno

Dopo una settimana di toto ministri e scommesse dei bookmakers la squadra di governo nel paese di 60 milioni di allenatori, filosofi e fini opinionisti politici c’è. Ci sono tre fatti incontrovertibili: la rosa dei ministri di Renzi è la più giovane della storia della Repubblica italiana, è all’insegna delle pari opportunità (8 uomini e 8 donne) e composta in prevalenza da politici piuttosto che da tecnici. Colpo d’occhio mediatico, l’immagine e i simboli vogliono la propria parte.

Qual è invece il giudizio sulle poltrone nevralgiche dove si poteva davvero scegliere?  

I ministeri lasciati al Nuovo Centro Destra non fanno testo. Realisticamente parlando pacta sunt servanda, stessa maggioranza, stessi equilibri, stessi sacrifici: Alfano, Lupi, Lorenzin. Si potrebbe obiettare allora sul senso di sostituire il governo Letta con uno nuovo che ha il mandato (divino?) di salvare l’Italia con gli stessi partner e ricatti di prima, ma questa…

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10 febbraio: “Siamo un giornale, non siamo un marchio”

L’orgoglio di Libération

#ognimaledettogiorno

Non esiste che il giornale fondato da Sartre diventi un marchio“.

Ha fatto discutere la copertina del quotidiano francese Libération dell’8 febbraio. La dichiarazione di guerra del comitato di redazione alle strategie “going commercial” degli azionisti non sono soltanto delle rivendicazioni orgogliose di alcuni giornalisti che difendono la professione. Un articolo del Manifesto ci racconta i dettagli di questa storia. Tuttavia, dietro a questo dibattito, che non può essere ricondotto alla classica contrapposizione tra apocalittici e integrati, si cela la questione del futuro e dell’indipendenza della carta stampata. 

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«Siamo un gior­nale, non un risto­rante, non una rete sociale, non uno spa­zio cul­tu­rale, non una piat­ta­forma tele­vi­siva, non un bar, non un’incubatrice di start up. I dipen­denti di Libé­ra­tion rispon­dono al pro­getto degli azio­ni­sti». Rivendicano i giornalisti del comitato di redazione. “Siete nel 21esimo, adattatevi!”, la provocazione di un lettore che si legge su uno dei tanti commenti su internet.

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27 gennaio: lo spread italico

#ognimaledettogiorno

Qualche giorno fa tutte le agenzie stampa comunicavano l’ennesimo bollettino di guerra del Belpaese onesto: in un anno 5 miliardi di danni all’erario, 3500 finti poveri e centinaia di falsi invalidi per un totale di una media di 12 reati al giorno contro la pubblica amministrazione. (Dati della Guardia di Finanza)

Se i libri di storia racconteranno questi anni come quelli dell’annosa guerra allo spread, che imponeva ai governi di minoranza, di maggioranza, di larghe intese o di convergenze parallele, l’utilizzo della scure da macellaio sulla spesa pubblica (e lo stato sociale) o l’aumento delle tasse, qual è il vero spread? Il differenziale tra i titoli di stato italiani e il bund tedesco, oppure la forbice che ci separa dall’onestà e le virtù civiche?

L’evasione fiscale è in neo storico che tutti i governi dicono di mettere tra le priorità assolute. Sarà, ma i dati sono impietosi…

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23 Gennaio: Parlate di mafia

#ognimaledettogiorno

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”

Lo diceva Paolo Borsellino alcuni anni fa quando la sua Palermo era come Beirut. Sembrava un’esortazione scontata, eppure dietro l’avversativo “però parlatene” si cela la verità. In Italia non si parla di mafia, mai. La parola italiana più internazionale del mondo non compare nell’agenda pubblica di nessuna parte politica, salvo quella di qualche magistrato, dilettante dell’arte di amministrare la cosa pubblica, che era sceso in campo mettendola al primo posto tra le sue priorità. In effetti, nel paese dove la politica e la criminalità vanno d’accordo dal 1860, non si possono fare campagne elettorali parlando di criminalità organizzata.

In questi giorni non possono passare certo inosservate le minacce di Riina contro Di Matteo. Il contadino corleonese, che mise sotto scacco un paese del G8, la vorrebbe “fare grossa”, mentre parla con un boss di spicco della Sacra Corona Unita (il…

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19 Gennaio: Renzi, Berlusconi e il prezzo del riformismo

#ognimaledettogiorno

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15 Gennaio “Grilleggio” e la base: “je t’aime, moi non plus”

Sinergie tra blog!

#ognimaledettogiorno

Grillo è sintonia con la pancia del degli italiani, Casaleggio dialoga con la base del Movimento. Entrambi sono i leader del “paese reale”. Macchè!

Un anno di dissidenti; poi il caso Sardegna, dove le fronde interne hanno portato il padre-padrone a non concedere il cognome di famiglia, ovvero l’autorizzazione a concorrere alle regionali come Movimento 5 Stelle; infine l’ultima consultazione interna che boccia il reato di clandestinità picconano e sconfessano il leader e federatore dei cittadini pentastellati.

Il partito di protesta più importante della storia sta sfuggendo di mano ai suoi leader, o meglio i fatti dimostrano che un partito non è mai esistito. Internet non ha, né vuole padroni. Ebbene, la legge divina dei profeti della rivoluzione a 5 Stelle vale anche per i suoi profeti. La storia ha dimostrato che nessuna associazione umana d’intenti, una Chiesa, una squadra, una nazione o un partito, possono di un…

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